Programma Festival 2021
Ottobre - Novembre

9 Ottobre 2021
Spazio Atelier delle Arti
ore 21,30


Riflessioni
Claudia Caldarano

 

Ideazione e Regia: Claudia Caldarano 

Dramaturg: Alessandro Brucioni 

Danza: Claudia Caldarano e Maurizio Giunti 

Composizione musicale: Filippo Conti 

Esecuzione musicale: Giacomo Masoni

Realizzazione Scene: Alessandro Brucioni, Giacomo Masoni, Monica Filippi

Produzione: mo-wan teatro

Supporto: Regione Toscana, Aiep Ariella Vidach e Fattoria Vittadini Milano

Nella performance sono presenti scene di nudo integrale.

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Due danzatori in scena, un set di specchi deformanti, il corpo che muta in visioni altre, diventando macchia, forma geometrica, ritmo ipnotico, fino a scomparire. Il pubblico entra nella performance: riflesso nella scenografia, ma anche osservatore chiamato a scegliere un punto di vista. Riflessioni invita a lavorare sullo sguardo, per diventare autori della propria e altrui immagine, per mettere in relazione lo spazio individuale con quello della rappresentazione. Il corpo è la materia prima di questa costruzione, al contempo oggetto e soggetto artistico.  

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in collaborazione con

Little Bit Festival

 

17 Ottobre 2021 
Museo Fattori

Tra il Cielo e la Terra
con Asia Pucci

 

a cura di atelierdellearti

Collettivo_A

Concept Chelo Zoppi

Danza Asia Pucci

Progetto sonoro Spartaco Cortesi

la performance si nutre di due suggestioni, la prima che fa riferimerimento al Libro dei Mutamenti I Ching, oracolo cinese che tramite la lettura degli esegrammi indica la strada, e dal quale prendiamo in prestito i due esagrammi generatori: Il cielo, il padre rappresentato dall'esagramma Ch'ien, la terra, la madre rappresentata dall'esagramma K'un, dalla cui unione si genera l'essere umano, l'energia che si fa carne.

 

La seconda scaturisce dalla riflessione sull'introduzione al libro di Adriana Cavarero

Tu che mi guardi, tu che mi racconti, in cui l'autrice riporta quanto di seguito:

“Karen Blixen racconta una storia che le raccontavano da bambina. Un uomo, che viveva presso uno stagno, una notte fu svegliato da un gran rumore. Uscì allora nel buio e si diresse verso lo stagno ma, nell'oscurità, correndo in su e giù, a destra e manca, guidato solo dal rumore, cadde e inciampò più volte. Finchè trovò una falla sull'argine da cui uscivano acqua e pesci: si mise subito al lavoro per tapparla e, solo quando ebbe finito,se ne tornò a letto. La mattina dopo, affacciandosi alla finestra, vide con sorpresa che le orme dei suoi passi avevano disegnato sul terreno la figura di una cicogna.

Quando il disegno della mia vita sarà completo, vedrò, o altri vedranno una cicogna?

(da La mia africa- K B)

Quindi il focus è sia sul il semplice risultare che non consegue a nenessun progetto, sia  sull'unità figurale del disegno.

“Detto altrimenti, il disegno – non nei tratti confusi, ma l'unità di una figura - non è ciò che guida fin dall'inizio il percorso di una vita, bensì ciò che tale vita si lascia dietro, senza poterlo mai prevedere e neanche immaginare. La cicogna si vede solo alla fine, quando chi l'ha tracciata con la sua vita o altri spettatori, guardando dall'alto, vedono le  orme lasciate sul terreno.”

Il disegno è appunto la storia, che più che accompagnarla e illustrarla, vi coincide: il disegno che ogni essere umano si lascia dietro, altro non è che la storia della della sua vita.

23 Ottobre 2021
Spazio Atelier delle Arti
ore 21

From Scratch
Con Ioannis Mandafounis e Nino Pellegrini

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7 Novembre 2021
Museo della Città

dalle ore 16

Land _ Installazione
Aurelio di Virgilio

 

concept e performance: Aurelio Di Virgilio

consulenza artistica: Marta Federici, Paola Granato, Ilaria Mancia
musiche: Ivano Pecorini

con il supporto di: Azienda Speciale Palaexpo - Mattatoio | Progetto “Prendersi Cura” a cura di Ilaria Mancia

con il sostegno di: Company blu

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LAND ci parla del paesaggio come di un territorio instabile e cangiante, nel quale siamo completamente immersi. Non più qualcosa di esterno a noi, ma qualcosa che si genera e si rigenera costantemente attraverso di noi: un luogo che si articola su una rete di legàmi, visibili e invisibili, che ci connettono al fuori e alle altre persone.

Il focus della ricerca è sulla modalità in cui le informazioni esterne vengono rilevate e inserite all’interno del proprio paesaggio interiore. In questa dimensione solitaria, il performer è chiamato a costruire un codice di gesti e sguardi in grado di definire un’articolata rete di relazioni reali o immaginarie. La performance usa una moquette per definire il luogo e il limite dell’azione: in questo modo si vuole orientare la fruizione verso una dimensione precisa e netta, che nel tempo può aprirsi all’ambiente circostante e favorire la formazione di un territorio orizzontale quindi condivisibile e non più solitario.

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Questa nuova creazione coreografica cerca di individuare le forme della relazione tra performer, spazio e immaginazione, provando a condurre lo spettatore in un viaggio dentro la densità della materia e allo stesso tempo in un altrove percettivo e immaginativo.

Il corpo danzante si posiziona in uno spazio vuoto, percorribile, spazio che diventa intimo, mutevole, in continuo adattamento percorre un movimento labirintico e potente. Lo sguardo della danzatrice si apre all’immagine, un qualche altro luogo e riverbera nello score musicale dal vivo di Spartaco Cortesi.

Il dispositivo coreografico conduce a un corpo che si sorprende del movimento ed è sor- preso, lontano ma presente in uno spazio inconsistente ma visionario. La performer offre uno sguardo che cerca una iper realtà, coinvolgendo e portando i passeggeri/spettatori in un processo empatico fra reminiscenza e predizione.

Nella scrittura coreografica emergono leggerezza, disorientamento, vitalità, carnalità, un corpo fragile e atletico che agisce cercando coordinate, mira all’evasione del proprio spirito, attraverso un linguaggio e una narrazione privata, femminile, che coinvolge lo spettatore.

7 Novembre 2021
Museo della Città

ore 16 e ore 18

Some Other Place _ Studio
Sara Sguotti

 

concept e coreografia Sara Sguotti
musiche live Spartaco Cortesi
con Sara Sguotti e Spartaco Cortesi
consulenza e assistenza artistica e drammaturgica Elena Giannotti discegno luci Mattia Bagnoli

videomaker Sascha Chimenti
creative producer Marco Burchini
produzione Company Blu
coproduzione Interplay Festival
con il supporto di Armunia/Festival InEquilibrio, Atelier delle Arti, Cango

12 Novembre 2021
Nuovo Teatro delle Commedie
ore 21

VISIONI INTIME  03
 

Materlucis
Simona Perrella

 

Crediti: Ideazione, coreografia e danza di Simona Perrella

Drammaturgia ed assistenza coreografica di Senio Giovanni Barbaro Dattena

Costumi di Marco Nateri, Stefania Dessì, Antonella Vitale

Produzione FIND37 ed ASMED- Balletto di Sardegna

Materlucis è un progetto che sfiora un linguaggio performativo non catalogabile, perché esce fuori dai canoni della coreografia, ma utilizza il corpo come elemento di un linguaggio visivo che racconta di fenomeni scientifici primordiali, il processo della nascita e la ricerca dell’identità. Si tratta, dunque, di un’installazione in movimento che si muove nel buio totale, che racconta un flusso di conformazioni morfologiche ancestrali. Le coordinate di spazio e tempo sono perdute ed il percorso si articola in maniera irregolare, generando momenti frazionati, organici, fluidi, accelerazioni e lentezze. La sovrapposizione di immagini e forme conduce verso la rivelazione di una geometria che si ripiega su se stessa e poi si espande, sotto forma di atomi luminosi, che da un punto ad un altro fanno costante esperienza del vuoto. Vuoto, silenzio, luce sono un richiamo alla nascita, alla vita ed alla morte o e meglio al viaggio meraviglioso che permette all’essere di riflettere, rifugiandosi in qualcosa di intimo per scavare nell’archeologia cosmica.

A Noisy Self

Silvia Giordano

Ideazione, Coreografia: Silvia Giordano

Interpreti: Ginevra Mazzoni

Musiche:

Sound design: Silvia Giordano, 

Music: Las Hermanas Caronni, Julia Holter

E’ la testimonianza di una giovane donna che si affida ai nostri occhi, illusi di vederla, certi di sentirla. Un’anima sospesa che fluttua intrappolata tra una spinta e il fondo che vede dall’alto, tra il rischio di scivolare e la forza di arrampicarsi. Il suo corpo è fatto di suoni che la attraversano, di inquietudine e memoria di un tempo cristallizzato in un’immagine sbiadita.
La ricerca del movimento indaga rimozioni e pulsioni in un dialogo tra suono, corpo reale e fantasmi. Le tensioni dell'anima si manifestano in una forma femminile che dialoga e combatte con le regole e le imposizioni che è stata educata a interiorizzare. Il lavoro approfondisce l’uso del suono e della voce nella sua natura spettrale (Deridda, Barthes), oscillando tra mondo reale e immanenza, in un fiume profondo dalla superficie calma che nasconde una corrente impetuosa sotto.

In Sospeso

Sara Paternesi e Liber Dorizzi

Coreografia e interpretazione Sara Paternesi, Liber Dorizzi

Musiche originali Alessandro Paternesi

Produzione Compagnia Xe

Depositarsi, mescolarsi distintamente, considerare ascoltando, digerire. Come in una sospensione chimica dove gli elementi coesistono creandosi spazio a vicenda, così i corpi pretendono di essere in continuo mutamento a metà tra l'affiorare e il depositarsi trovando il modo di coesistere in un ambiente condiviso. L'arpa e il contrabbasso sono stati i due archetipi di riferimento sia come sonorità che come estetica.

Tema Natale

Simona Tocchini

Ideazione, Coreografia e Interpretazione:Simona Tocchini
Musiche: Andrea Baroni

14 Novembre 2021
GOLDONI INPERFORMANCE

Palestra Comunale Benci
ore 17,30
Save The Last Dance For Me
Alessandro Sciarroni

invenzione Alessandro Sciarroni / con Gianmaria Borzillo e Giovanfrancesco Giannini / collaborazione artistica Giancarlo Stagni / musica Aurora Bauzà e Pere Jou (Telemann Rec.) / abiti Ettore Lombardi / direzione tecnica Valeria Foti / promozione, consiglio, sviluppo Lisa Gilardino / amministrazione, produzione esecutiva Chiara Fava / comunicazione Damien Modolo

produzione corpoceleste_C.C.00#, MARCHE TEATRO Teatro di Rilevante Interesse Culturale coproduzione Santarcangelo Festival, B.Motion, Festival Danza Urbana

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In Save the last dance for me Alessandro Sciarroni lavora assieme ai danzatori Gianmaria Borzillo e Giovanfrancesco Giannini sui passi di un ballo bolognese chiamato Polka Chinata. Si tratta di una danza di corteggiamento eseguita in origine da soli uomini e risalente ai primi del ‘900: fisicamente impegnativo, quasi acrobatico, prevede che i danzatori abbracciati l’un l’altro, girino vorticosamente mentre si piegano sulle ginocchia quasi fino a terra.

Il lavoro nasce in collaborazione con Giancarlo Stagni, un maestro di balli Filuzziani che ha ridato vita a questa antica tradizione grazie alla riscoperta e allo studio di alcuni video di documentazione risalenti agli anni ’60. Sciarroni scopre questa danza nel dicembre 2018 quando la danza era praticata in italia solo da 5 persone in tutto. Per questa ragione, il progetto è composto da una performance eseguita dai due danzatori e da una serie di workshop volti a diffondere e ridare vita a questa tradizione popolare in via d’estinzione.

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Goldonetta
ore 18,30

Strata
Max Barachini 
con Asia Pucci


produzione Atelier delle Arti

STRATA

ho provato a riempire un deserto

giorno dopo giorno,

di gesti, passi e suoni non ancora formati,

fino a farlo divenire luogo, casa e storia,

fino a farlo piovere e tracimare.

Poi ci siamo fermati a guardare,

e abbiamo tolto ogni gesto e passo,

come fossero gli ultimi gesti e passi

che ci avremmo fatto.

E lo abbiamo lasciato con la sua indifferenza

e con il suo risuonare con le stelle di notte.

Palco Grande
ore 19,30

Cinque Danze per il Futuro
Davide Valrosso

concept Davide Valrosso
musiche originali Daniele Gherrino
collaborazione all’ideazione Valeria Vannucci
produzione NINA
con il sostegno di ADH – Anghiari Dance Hub, Körper, a.ArtistiAssociati, C.I.M.D, PARC Performing Arts Research Centre, Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni e di Fondazione CR Firenze in collaborazione con Fuori Programma Festival/Teatro Biblioteca Quarticciolo

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Se c’è qualcosa che vorrei trovare nel futuro è la danza, una danza come sistema di relazioni, di trasformazione e di scoperta, che continua a superare i suoi stessi confini per creare immaginari e paesaggi inediti.

I cinque quadri proposti ospiteranno un danzatore e un musicista che agirà dal vivo, attraversando tematiche in proiezione al futuro e combinando di volta in volta un diverso sistema di relazioni per ognuna delle Cinque proposte di danze per il futuro.
Le presenze sulla scena intessono un corredo di connessioni, relazioni, scambi, apparizioni, destrutturazioni che dal primo al quinto capitolo concretizzano un andirivieni di immagini o immaginari essenziali, sconfinando nel contatto o nella distanza fra i ruoli, nell’assenza o nell’alternarsi dei performer, nel dismettere i propri panni per vestire quelli dell’altro. Cinque danze per il futuro mescola il concetto di corpo performativo costruendo un organismo scenico di forma ibrida fra danza e concerto. Si nutre delle particolarità di ognuno degli interpreti, che uniti portano in scena il proprio bagaglio di elementi necessari per il futuro.

20 Novembre 2021
Spazio Atelier delle Arti
ore 19 e ore 21


Anthology #1
Anthology #2

Electronic Music and Dance 

Featuring Francesco Perrotti 

Produzione Atelier Delle Arti

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