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PROGRAMMA 2019

22 Febbraio 2019  Ore 21

Teatro il Grattacielo

THE TRIP

COMPANY BLU

 

Partitura coreografico/sonora Charlotte Zerbey, Alessandro Certini

Sound design Spartaco Cortesi

Luci Vincenzo Alterini

Con un percorso performativo che attinge alla cultura psichedelica delle avanguardie anni ’60 e ‘70, The Trip pone l’attenzione su quella ribellione dell’individuo che parte dalla bellezza dell’immaginazione e del pensiero poetico e tenta una possibile rivoluzione del sé. Una scoperta di senso nel respiro della vita a partire dalla trasformazione delle esperienze quotidiane in azioni percettive di accesso ad una nuova realtà sociale.

Con il sostegno di MiBACT Ministero dei Beni Culturali e del Turismo e Regione Toscana

8 Marzo 2019 Ore 21

Teatro il Grattacielo

‘FRAMES_Do you wanna judge me’ concretizza in performance quelli che sono i “frammenti coreografici” derivati da un’analisi visiva dell’affresco ’Giudizio universale’ di Michelangelo Buonarroti. Partendo da una serie di sperimentazioni suggerite dalla varietà di forme e dettagli che caratterizzano l’opera, abbiamo ricostruito una partitura coreografica basata sulla pluralità degli elementi a disposizione e utilizzando come mezzi i temi per noi di interesse come il punto di vista, il complementarsi delle forme e la frammentazione spaziale. Ulteriore spazio di ricerca è poi dedicato al concetto di cornice (frame), come contenitore dello spazio performativo. Qual’è lo spazio scenico, chi sono gli interpreti, quale matericità devono possedere nell’azione per possedere un messaggio, un’anima? 

Residenza artistica Company Blu nell’ambito del progetto
ARTISTI NEI TERRITORI . Art. 43 D.M. Luglio 2017 con il sostegno di MIBAC, Regione Toscana, Città metropolitana di Firenze

Residenza artistica Kinkaleri | SpazioK. Prato centro di residenza regionale. Spazio Atelier delle Arti di Chelo Zoppi | Livorno

Indagare lo spazio con il corpo attraverso la sua creatività. Attraverso l'improvvisazione si va sempre a sondare luoghi del corpo e della mente che a volte accantoniamo, ma in quel momento riaffiorano immagini e situazioni cariche di un potenziale poetico che permette generosità e catarsi. La Figura si isola nello spazio e si ritrova in una altra disponibilità ad essere. L'improvvisazione tira fuori quello che a livello di emozioni e sensazioni è reale, e dunque, necessario all'atto scenico e alla creazione. Dare vita al momento, all'istante, percepirlo, afferrarlo e seguirlo, scegliere di farlo attraverso l’ irrazionalità di un corpo che racconta un passaggio. È dunque necessario riconoscere l'urgenza dell'attimo che sta per nascere e al tempo stesso per finire. E’ molto importante una totale apertura, una totale consapevolezza e una disponibilità alla ricezione verso ciò che accade dentro e fuori. Lo spazio ha un ruolo importante in entrambi i casi. Riconoscere la vera natura, il primo gesto che diventa movimento, la radice di ogni azione che si sta per svolgere, senza perdere la libertà e la creatività. Non(leg)azioni è un progetto di atti improvvisativi in diversi luoghi e diverse situazioni, dove il corpo si organizza nella sua architettura e in quella dello spazio per trovare nuove forme e direzioni senza alcun intento al racconto. Unico fine è quello di aprirsi una via al possibile sconosciuto, assecondando ogni inclinazione per una giustezza della Figura Corporea.

Creazione selezionata per CDC- Les Hivernales Avignon 2011 100% Danse "Quand les régions s'en mêlent..." 

Organizzazione Silvia Limone


Con il sostegno di: Regione Piemonte, Ministère de la culture et de la communication (DRAC Languedoc-Roussillon, Provence- Alpes-Côte d’Azur, Rhône-Alpes), Régions Provence-Alpes-Côte d’Azur, Rhône-Alpes, Réseau en scène Languedoc-Roussillon (soutenu par la DRAC et la Région Languedoc-Roussillon), NACRe Rhône-Alpes, l’ARCADE Provence-Alpes-Côte d’Azur, et ouvert à la Collectivité Territoriale de Corse. Co-produzione e sostegno di MosaicoDanza / Festival Interplay.

Con la collaborazione di Associazione Artemovimento / Festival Insoliti

Un istante di sospensione prima dell’azione. Il momento in cui tutto è possibile, ma nessuna strada appare sicura. Da questo fremito iniziale, che si aggrappa al ritmo progressivamente incalzante e ipnotico del Bolero di Ravel, nasce una danza che sfrutta la cornice della possibilità senza mai dissolvere completamente il dubbio.
La partitura musicale circolare, che inizia pianissimo e va in crescendo, genera una dimensione coreografica che lascia ampio spazio all’attesa e all’incertezza per poi tradursi in un moto corporeo sdoppiato che mette in luce non uno ma due punti di
vista.
Sorgono, nel danzatore, istinti e dimensioni simboliche contrapposte: forza
selvaggia e razionalità, sensualità e leggerezza. Il corpo è materia di confine di
questi territori simbolici, ma la scelta che si pone non è solo appannaggio di chi lo interpreta: anzi, coinvolge, senza soluzione di continuità, anche di chi osserva,
mettendo in discussione la centralità dello sguardo e l’idea stessa di palcoscenico.
Non vi è alcuna successione di eventi né drammaturgia narrativa nella danza sulle note di Ravel, ma emerge la concezione del corpo come materia che abita lo
spazio e il tempo, facendosi presente, senza né memoria né futuro.

 

Sostegno al progetto Compagnia Artemisdanza


Residenze e collaborazioni al progetto
 Compagnia Artemis danza; compagnia Déjà Donné;
compagnia Tocnadanza; Teatro Europa; Spazio Atelier delle Arti

BOLERO_STUDIO

GIULIO PETRUCCI

Concetto coreografico / Danza Giulio Petrucci


Musiche Maurice Ravel


Disegno luci Simone Fini


FRAMES

DO YOU WANNA JUDGE ME

CISTERNINO FELTRE ZANNI

Di e con Nicola Cisternino, Maria Vittoria Feltre e Luca Zanni

NON (LEG)AZIONI

DANIELE NINARELLO

 

Ideazione e Danza: Daniele Ninarello

Musica: Sharon Isbin Liuto Suites J.S.Bach

22 Marzo 2019 Ore 21

Teatro il Grattacielo

ROUGE

CHELO ZOPPI

Ideazione e coreografia Chelo Zoppi

djset Marco Giovannetti

con la partecipazione di Clio Pucci

Collettivo_A

Asia Pucci, Noemi Biancotti, Linda Pierucci, Marta Rubichi

 

 

Abbiamo cercato un pretesto per iniziare, un qualcosa che ci tenesse in bilico tra due dimensioni, che suggerisse la possibilità di un moto perpetuo e armonioso che sospinge nel vuoto e riporta nell'istante.

 

Un'idea fluida, senza confini, che ricerca l’unione tra fine e inizio e allora lo spazio prende la forma del cerchio, che esprime nel suo tracciato circolare il pieno e nel suo interno il vuoto. Il cerchio, Simbolo che ci rimanda alla volta celeste perfetta e immutabile fatta di istanti tutti identici gli uni agli altri, determina  il concetto di Tempo in cui si inserisce l'umano.

 

Rouge è un quartetto di donne che non vuole  scegliere, che preferisce sospendere il giudizio sostituendo ad esso l'esperienza e l'incontro. Una danza condivisa, in cui il corpo si racconta attraverso le leggi del cosmo. Mentre il suono si propaga dall'abside scivolando sinuoso tra le danze, una conoscenza arcaica, che il tempo trascorso alla ricerca della nostra poesia ci ha regalato, ci  tiene e ci trattiene. Allora affiora il ricordo e, al tempo stesso, tutto il nuovo e il possibile futuro.

5 Aprile 2019 Ore 21

Nuovo Teatro delle Commedie

BANDO VISIONI INTIME

ARTISTI VARI

progetto coreografico alla seconda edizione rivolto a giovani danzatori interessati al percorso compositivo contemporaneo, al quale potranno partecipare tramite bando, presentando di un progetto coreografico per Soli e Duetti.

 

 

_IN BETWEEN  

 

Di e con Arianna Rodeghiero

 

Musica: Samuel Moncharmont

Foto: Antonio Monge

 

Nel solo In between esploro la dimensione di incertezza in cui il corpo si trova nel momento di “ricordare” una particolare emozione o situazione.

Tutto inizia con una persona nello spazio e un suono interrotto, che ricrea i ricordi.

Il suono e la danza sono in costante dialogo, diventando eco l’uno dell’altro, nel tentativo di afferrarsi.

In questo spazio della memoria, il corpo è in continuo movimento attraverso diversi stati fisici, non fermandosi mai in un punto certo.

Mi interessa indagare l’in between del movimento, non la sicurezza del punto di arrivo, bensì la fragilità della transizione.

Il mio intento è creare un’atmosfera di sospensione, in cui flash back di sensazioni già esperite ritornano al corpo e alla mente.

È un viaggio privato nel tempo, quasi una trans, che il pubblico osserva come se fosse invisibile agli occhi del performer, come un voyeur che lo spia dall’esterno.

 

Con il sostegno DanceHaus più, progetto W.A.Y. e Network Anticorpi XL

Vincitore del premio W.A.Y. vetrina della giovane creatività, Lombardia

 

_CREPE

Studio sulla fragilità della materia

 

di e con Sara Capanna e Michele Scappa

musica originale di Joaquín Nahuel Cornejo

 

Crepe è un ricerca che parte dalla difficoltà di mettere radici. Un continuo tentativo di costruzione, attraversato da cedimenti e macerie. Due corpi vivono uno spazio vuoto, spazio che è corpo. In un mutevole e dinamico cambiamento di stato, i corpi risuonano della fragilità di quel vuoto che è materia. La relazione nasce dalla necessità di abitare questo spazio, di attraversarlo, ri- trovando nell’altro la nostra stessa fragilità in una dimensione di cura e di reciproco ascolto.

Il linguaggio dell’improvvisazione strutturata mira a rafforzare il concept del work-in-progress: una ricerca materica e sensibile dell’agire del proprio corpo in uno spazio che si sgretola, in cui implodiamo e germogliamo.

Con il Sostegno di Company Blu e Atelier delle Arti

 

 

_ANNA

Coreografa e interprete: Lucia Pennacchia

Musiche: P. Umiliani, J. Lennon

Cosa significa essere una donna?
Con quanta consapevolezza agisco i miei movimenti in questo corpo femminile?
Quanto c’è dell’involucro corpo, pelle, viscere, ossa, nel movimento e nella qualità di quel movimento?
In ANNA indago la femminilità, quella ammiccante, ma anche quella che si vuole nascondere, "ché tanto non arriva al livello delle altre", quella che si vuole negare. 
Faccio i conti con me stessa, come donna e come danzatrice.

Con il sostegno dell’Associazione Sosta Palmizi

 

 

_”O”

 

Coreografia: Nicolò Abbattista

 

Drammaturgia: Christian Consalvo

Interpreti: Samuele Arisci e Salvatore Sciancalepore

 

O racconta una storia d’amore, come tutte, come nessuna. Due uomini che si scontrano, si uniscono, si allontanano, si riavvicinano, sviluppando una relazione che cresce attraverso gioco, erotismo, aggressività. Un incontro che attraversa gli strappi, gli scompensi, gli apici di ogni relazione umana e che si chiude in un vortice di intimità ridefinendo gli spazi dei due corpi.

La pièce inizia con una partita di calcio. I movimenti, aggressivi, virili, si trasformano in una danza, in un dialogo fra corpi. Nasce una scoperta dell’altro e un progressivo abbandono all’altro, che ridefinisce gli equilibri reciproci, in un vortice in cui i due corpi rimangono legati fra loro, in un nuovo insieme con un solo baricentro comune. Ad un certo punto, però, il punto di stabilità sfugge e ci si ritrova a fare i conti con l’incapacità di comunicare.

Sulle note di un cha cha frenetico, i due uomini si scontrano con l’incapacità di comprendersi, o più semplicemente con l’egoismo che ci rende tutti individui. Il sistema, la relazione, si trasforma. E infine ci si ritrova vicini, in un lento abbraccio, i cui contorni sono però nettamente ridefiniti.

Ispirazione per questo duetto è stato il personaggio Oscar Wilde, il cui destino è stato segnato dalla sua relazione difficile con Alfred Douglas.

Con il sostegno di OPLAS/Centro Regionale Danza Umbria

theWorkRoom, Fattoria Vittadini e Fondazione Milano

CONTIENE NUDO INTEGRALE

 

 

12 Aprile 2019 Ore 21

Nuovo Teatro delle Commedie

 FILM DOCUMENTARIO   -   AURORA UN PERCORSO DI CREAZIONE

COSIMO TERLIZZI

2015

DOCUMENTARY | 60’ | Italy, Switzerland

Il film doc­u­menta e tra­duce il per­corso di creazione dello spet­ta­colo “Aurora” di Alessandro Sciarroni, la cui ricerca parte dal Goalball, sport prat­i­cato da non vedenti e ipove­denti.
Cosimo Terlizzi, artista audio­vi­sivo, affi­anca il core­ografo per real­iz­zare un’opera a sé: un film in cui i sin­goli atleti e le prove dello spet­ta­colo diven­tano stru­menti espres­sivi di nuovi paesaggi.

DIREC­TOR, EDIT­ING, CAM­ERA Cosimo Terlizzi | PRO­DUC­TION Cosimo Terlizzi WITH THE SUP­PORT OF Fondation d’entreprise Hermès in the frame of its pro­gram New Settings | ORIG­I­NAL SCORE Pablo Esbert Lilienfeld | ONLINE EDI­TOR Pierpaolo Ferlaino a.m.c. | TRANS­LA­TION Damien Modolo, Sergio Lo Gatto | DEVEL­OP­MENT, PRO­MO­TION Lisa Gilardino | ADMIN­IS­TRA­TION Chiara Fava | CAST Alessandro Sciarroni, Alex Alcaras, Alexandre Almeida, Charlotte Hartz, Damien Modolo, Dimitri Bernardi, Emanuele Nicolò, Emmanuel Coutris, Eric Minh Cuoung Castaing, Francesca Foscarini, Marcel Van Beijnen, Matej Ledinek, Matteo Ramponi, Sebastiaan Barneveld, Sergio Lo Gatto, Yanick Bokanta Lungage

 SABATO 13 Aprile 2019 

GOLDONI INPERFORMANCE

Piazza Goldoni ore 17 

IN DUET   

progetto per i cittadini

a cura di Chelo Zoppi

Palestra Benci ore 18 

DON'T BE FREIGHTENED OF TURNING THE PAGE

ALESSANDRO SCIARRONI

durante l’esperienza del progetto “Migrant Bodies”, tra il 2014 e il 2015,l’artista sviluppa un’idea per una nuova pratica performativa profondamente germinale. Il progetto di ricerca si articola tra l’Europa e il Canada e si concentra sul concetto di migrazione in senso ampio. Partendo dall’osservazione dei fenomeni migratori di alcuni animali che al termine della loro vita tornano a riprodursi e a morire nel luogo dove sono nati, l’artista inizia a lavorare sul concetto di turning. Il termine inglese viene tradotto e rappresentato in scena in maniera letterale, attraverso l’azione del corpo che ruota intorno al proprio asse e che si sviluppa in un viaggio psicofisico emozionale, in una danza di durata, nella stessa maniera in cui Turning significa anche evolvere, cambiare.

In TURNING_migrant bodies version, Sciarroni torna ad eseguire in prima persona l’azione, allenandosi per diversi mesi nella pratica che consente al corpo di girare per un tempo indeterminato senza perdere l’equilibrio. Come negli altri lavori, la durata dell’azione e il graduale aumento del ritmo sono in grado di creare una sorta di legame ipnotico tra il performer e lo spettatore. Il lavoro viene presentato in forma di studio durante le tappe di ricerca del progetto “Migrant Bodies”: nelle città di Montreal, Vancouver, Zagabria e Bassano del Grappa - al Festival di Polverigi e durante Live Works, all’iterno del festival della Centrale Fies di Dro (TN), dove viene invitato assieme a Jérôme Bel e Santiago Sierra in qualità di “ospite” della manifestazione. L’esperienza di “Migrant Bodies” e i riscontri ricevuti durante le presentazioni, convincono l’Artista a voler continuare la ricerca presso il CSS di Udine (luglio 2016) e il 104 di Parigi (aprile 2016), dove sarà in residenza con diversi artisti per curare l’apparato sonoro e visivo del solo, che nella sua forma definitiva si intitolerà CHROMA_don’t be frightened of turning the page, prendendo in prestito il titolo e il sottotitolo rispettivamente dal libro dei colori di Derek Jarman e da un album dei Bright Eyes, il gruppo rock preferito dell’artista.

Oltre a CHROMA, il progetto TURNING si articola in diverse presentazioni ed eventi. Ogni “versione” prevede il coinvolgimento di interpreti differenti, così come di artisti visivi, musicisti e designer, chiamati dall’artista ad interpretare la stessa azione secondo la propria sensibilità – in maniera drammaturgicamente coerente con il titolo del progetto: i materiali e le partiture fisiche sono soggette ad un mutamento, un’evoluzione, una trasformazione, all’interno di ogni singolo evento.

sviluppo, promozione, consiglio Lisa Gilardino

cura amministrativa, Chiara Fava

cura tecnica, Valeria Foti, Cosimo Maggini

ricerca, Damien Modolo

produzione, corpoceleste_C.C.00# e Marche Teatro Teatro di rilevante interesse culturale

co-produzione, Le CENTQUATRE(Paris), CCN2 - Centre chorégraphique national de Grenoble, Les Halles de Schaerbeek.

la creazione dello spettacolo è stata ospite di Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin un progetto del CSS Teatro stabile di innovazione del FVG e Azienda Speciale Villa Manin
con il contributo del Mibact – Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

sviluppato come parte di Migrant Bodies presso il Centro per la Scena Contemporanea Bassano del Grappa (Italia), La Briqueterie - Centre de Développement Chorégraphique du Val de Marne (Francia), Circuit-Est (Quebéc), The Dance Centre (British Columbia) and HIPP The Croatian Institute for Dance and Movement (Croazia) e come parte di La Biennale di Venezia – Biennale College 2015

Halftime è una lecture performance. Elena Giannotti mette in scena alcune suggestioni del suo pensare la danza contemporanea. Halftime significa intervallo. l’intermezzo tra due tempi di una partita sportiva, per cambiare metà campo, tempo del riposo per i giocatori e, di solito, tempo dell’intrattenimento per il pubblico con qualcosa di altro.

Piazza Goldoni ore 19 

IN DUET   - REPLICA

progetto per i cittadini

a cura di Chelo Zoppi

TEATRO Goldoni ore 19,30 

HALFTIME 

ELENA GIANNOTTI

TEATRO Goldoni ore 20 

ACTIONS 

JOHN SCOTT DANCE

Choreography: John Scott

Dancers: Kevin Coquelard and Mufutau Yusuf

Music fragments: Meredith Monk and Michael Galasso

ACTIONS è una conversazione fisica tra due individui nello spazio vuoto. Due eccezionali ballerini, Kevin Coquelard e Mufutau Yusuf, si fondono e si separano - una forte resistenza alla fusione e la rottura è la motivazione per il movimento. Il materiale di danza è una battaglia attraverso lo spazio che usa fisicità, cadute, testo e suono con i ballerini che usano una forte fisicità e poi  frammentano il corpo in fili di movimento grezzo. AZIONI è molto divertente, tenero e umano. Viene eseguito come una forma di "work in progress". I ballerini sono impegnati a eseguire la danza come un esercizio, ma allo stesso tempo commentare il movimento stesso e i loro stati d'animo.

con il supporto di 

Culture Ireland

Arts Council Ireland